Dalla rubrica "La settima arte"
- ilenia r.

- 27 apr 2020
- Tempo di lettura: 3 min
I film ci aiutano a leggerci meglio dentro
"Un singolo fotogramma o una singola scena può dirci qualcosa in più su noi stessi e toccarci tanto da cambiarci "

Le storie nascono dalla pancia e l'incanto di ciò che vediamo parte dalle nostre aspettative.
I film ci permettono di vivere tante vite e visitare luoghi che mai avremmo visto.
"Il cinema per me è vita."
La proposta di oggi

Coco, film per grandi e piccoli è un racconto emozionante e coinvolgente che abbraccia un ampio ventaglio di tematiche affettive alle quali è impossibile rimanere indifferenti. Bastano le prime immagini per rimanere completamente avvolti da un racconto avvincente e colorato, in cui le musiche sono protagoniste al pari di Miguel, il ragazzino attorno al quale ruota l’intera vicenda. Siamo in Messico, nel giorno in cui si ricordano i defunti, ‘el dia de los muertos’, e la famiglia di Miguel non viene meno alla tradizione, alla quale tutti tengono in paese: allestire un altare con le foto dei parenti defunti, ai quali offrono anche succulente libagioni, nella speranza di tenere, almeno per quella notte, un contatto quasi fisico con chi è venuto a mancare. Nella ‘dia de los muertos’ si ritiene che i defunti abbandonino per un po’ la dimora ultraterrena, attraversino il confine che separa i due mondi e diano un’occhiatina ai loro discendenti. E’ un giorno importante, in cui la memoria di chi non c’è più riscalda i cuori, ma è anche la sera del concerto in piazza, cui Miguel vorrebbe partecipare, non fosse che a casa sua la musica è bandita, quasi fosse esternazione del demonio. Coco: battersi per i propri sogni o assecondare chi si ama? Ma per il simpaticissimo Miguel la musica è vita, allora come fare a perseguire i propri obiettivi senza ferire la propria famiglia che si vorrebbe sempre felice? Come poter pensare di realizzare un proprio sogno se questo determina malessere e delusione in chi si ama? Questo è uno dei temi portanti di una pellicola che poggia le sue basi sulla cura degli affetti, sull’indissolubile legame con chi non c’è più, sul potere del ricordo, sul senso più profondo di essere famiglia, e con i sacrifici che questo implica. Miguel è uno dei personaggi più riusciti della Pixar, di una simpatia travolgente, almeno quanto la sua passione per la musica: impossibile non simpatizzare con lui sin dal primo istante. E’ una vera e propria forza della natura, che avvolge lo spettatore in sala, in un turbinio di situazioni inaspettate e avventurose. Coco: la potenza del ricordo Splendida, colorata, allegra e spensierata la cornice messicana in cui si svolgono le vicende, universale la spiritualità che impregna il racconto, rendendo fruibile qualunque siano le proprie convinzioni su ciò che ci aspetta quando lasciamo quest’amata terra. In ‘Coco’ abbiamo una sorta di aldilà laico che non preclude nessuna destinazione finale, ma le abbraccia tutte, puntando sulla potenza del ricordo di chi non c’è più. Ricordo che permette ai defunti di vivere in eterno, nella mente e nel cuore dei familiari, nelle foto dei colorati altari che campeggiano in ogni casa!In questo lungometraggio di animazione della Pixar, la musica detiene senza alcun dubbio un ruolo di primaria importanza nel corso della narrazione!
Partendo dalla mia esperienza e dalle mie passioni, proporrò in base al mio sentire una serie di film: quello del del giorno, a volte della settimana, forse del mese e chissà capiterà anche quello della vita.
Un bacio Sah
Io #coeduco e tu?
fonte: wikipedia






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