Sento la rabbia
- ilenia r.

- 25 mar 2020
- Tempo di lettura: 3 min
Sento la rabbia.
Il mio respiro è accelerato, il cuore batte più veloce, un calore e un formicolio arrivano alle mani. La mente all’altezza della fronte e della vista è offuscata, sento voglia di gridare e di dire parolacce.

Il groviglio alla bocca dello stomaco è come filo spinato tutto ingarbugliato, è duro, metallico, freddo e grigio, fitto e immobile.
L’altro nodo è alla gola nella parte alta, faccio fatica a deglutire e mi tira dai lati. E’ come un tappo, più scuro di quello dello stomaco, nero, è più grosso, rigido, ma non ci sono spazi come tra i fili, copre tutto e non fa fuoriuscire niente. Neanche l’aria.
Ora mi fa male la testa, sento confusione tra i pensieri. Le varie parti di me parlano, tutte insieme e c’è un gran fracasso.
Ingiustizia, è la prima parola che mi fa sentire capita, compresa, impotenza, ma anche disgusto. Ha a che fare forse con qualcosa di squallido, di poco umano, c’è profonda tristezza. Viene fuori anche il termine abominevole, boh. Sensazioni. Di qualcosa che c’è la sento, ma non la so.
E’ tanta roba. E mentre la scrivo, man mano che l’esprimo e trovo i nomi corretti, faccio un respiro più profondo.
Ad ogni parola denominata è come se si fosse incastrato il pezzo di un puzzle e corrisponde un altro sospiro di sollievo.
Nel frattempo il giudice è là pronto con il ditino: “Coooooosa? Ti stai arrabbiando? E poi fai la facilitatrice, poi dice che medita e che è tutta pace e amore. Alla faccia.”
E poi arriva la voce ferma, decisa ma allo stesso tempo amorevole: “Si rabbia, benvenuta cara, che piacere di nuovo di passaggio?”

Sai bene che crei qualche scompiglio quando arrivi, ma è grazie alle tue scappatelle che poi viene a cercarti Mamma Chiarezza. Lei si, si e ancora si.
Arriva come quando ti stai per tuffare in mare. L’acqua è fresca, calma, liscia, solo i piedi inizialmente bastano a far scendere la temperatura di tutto il corpo. Sento il sangue stemperarsi, i piedi finalmente freddi, le caviglie sono più leggere, e le gambe come una piuma. L’acqua come Mamma Chiarezza, pian piano che m’immergo sale alle cosce e ai glutei, sento come arriva alla vita, e ad ogni piccolo passo, sento la temperatura di tutto il corpo cambiare. Da tutta rossa fuoco, ora sono per metà azzurra di sotto fino alla pancia e per metà arancione, tranne la testa un po’ più rossiccia.
M’immergo ancora, faccio qualche altro passetto, e l’acqua arriva al petto e contemporaneamente lascio andare sotto anche le mani e le braccia.
Sento un altro profondo respiro venir fuori, in segno di pace. E piano piano molto lentamente mi sento pronta a calare la testa. Vedo il fumo uscire come quando versi l’acqua sulla brace per spegnere il fuoco, sento zzzzzzz, l’ultimo suono , prima del silenzio. Prima della calma.
E’ la testa che ora è fresca e splendente, che mi fa notare che ora vedo bene, lucida e nitida.
Si rabbia, grazie di essere passata.
Mi sono concessa di esplorarmi attraverso di te, perché si, sono un essere umano fatto di emozioni, che passano a trovarci continuamente per portarci qualche messaggio, ma che poi ci salutano perché viene a prenderle sempre la mamma o il papà, a volte insieme, che sono più saggi.
Mi accetto, e mi accolgo così, sono ugualmente degna e meritevole di amore. Mi abbraccio, perché ne ho tanto bisogno, mi accarezzo, e mi riabbraccio che ne ho ancora più bisogno. E mi sciolgo in un pianto, scendono le lacrime ininterrotte, sembrano capricci, frigno un po’ forse, sembro inconsolabile, è arrivata la tristezza.

Mi guardo dentro, mi chiedo: “di cosa ho bisogno?”
Ma nelle tue braccia non ho più bisogno di niente, mi sento protetta.
Mi sento al sicuro. Mi hai contenuta e guidata nella gestione dell’emozione che era esplosa.
Ora sto bene, ma tu abbracciami ancora, finche il mio cuore dolcemente, come in una danza lenta, batte con il tuo.
Buonanotte
noi #coeduco e tu?
Un abbraccio
ilenia r.






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