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Il mondo migliore di una comunità educante e consapevole

  • Immagine del redattore: ilenia r.
    ilenia r.
  • 12 set 2019
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 4 mar 2020

Il Manifesto Sociale di Co.Edu.Co. è il concentrato delle nostre intenzioni, dei nostri principi e valori. La comunità si fonda su regole e linee guida che fanno da monito ad un'esperienza di consapevolezza in diversi ambiti. A partire da un semplice laboratorio con bambini, ad un modus operandi da interiorizzare e mettere in pratica a casa in famiglia e in coppia, a lavoro tra colleghi ma anche tra amici e conoscenti. Insomma una sorta di format che nel rispetto dei temperamenti e delle personalità di tutti, vuole proporsi come un'esperienza diretta di vita vissuta consapevolmente, e come garante di un, anzi no, de "Il Mondo Migliore".


Di seguito viene riportato per intero Il Manifesto Sociale:


"Il Manifesto Sociale è il concentrato delle intenzioni e dei principi che regolano la vita associativa all’interno della Comunità Educante Consapevole.


Mission: Essere l’associazione-contenitore di riferimento mondiale, attraverso iniziative socio-educative e culturali a servizio dell’umanità, mantenere la quota di mercato attraverso il connubio tra innovazione e tradizione, e la creazione di esperienze di consapevolezza e sostenibilità.


Vision: Rendere felici le persone.


Ogni socio, ha il dovere di conoscere le seguenti indicazioni, per scegliere consapevolmente di condividerle o meno e perciò sposare questo tipo di approccio, che più che una filosofia, vuole essere uno stile di vita, consapevole e sostenibile.


I soci che fanno parte di Co.Edu.Co. sono accompagnati dai facilitatori, che per primi s’impegnano ad essere esempio, nell’acquisizione e integrazione di queste norme comportamentali.

Indipendentemente dai destinatari (bambini, adulti, anziani, uomini, donne, profani, studenti, professionisti), ogni incontro di comunità, comincia in cerchi di condivisione, possibilmente a terra, improrogabilmente, salvo impossibilità di natura pratica/fisica, per cui occorrerà predisporre delle condizioni di equità tra tutti i partecipanti compresa/o la facilitatrice/ore.

E’ vietata quindi, qualsiasi forma di subordinazione intellettuale e morale, indipendentemente se i destinatari sono bambini, genitori, nonni o professionisti di settore o neofiti.


Tali regole verranno elencate ad ogni inizio cerchio di condivisione, prima di ogni introduzione ai metodi lovefullness* e altre attività.


PRINCIPI:

Il principio cardine è la “FELIBERTA’”, un termine coniato da noi per indicare l’unione tra #Libertà, intesa come la facoltà di esprimersi, di agire e di pensare nel rispetto della libertà altrui.

E la #Felicità, intesa come l’espressione della propria essenza messa al servizio della felicità altrui.


Il secondo principio è che Si educa con l’esempio, pertanto, facilitatori, e a seguire, educatori/accompagnatori, genitori e i bambini più grandi per quelli più piccoli, s’impegnano a rispettare i principi fondanti della comunità, in modo da esserne appunto esempio.

Il terzo è che Tutto è maestro, siamo consapevoli che la #verità è un concetto astratto, che nessuno la possiede in tasca, e al contempo tutti ne possono essere portavoce, pertanto mentre ci s’impegna ad essere di esempio con modi e atteggiamenti, s’indossano i panni del #principiante, rimanendo e coltivando un atteggiamento di apertura alla vita e “all’altro” (la natura, un bambino, un neonato, un compagno, ecc.) ammettendo la veridicità del pensiero altrui, semplicemente in quanto un altro modo di vedere la stessa cosa e di coglierne altre sfaccettature, da un’altra angolatura.


Ecco di seguito norme di convivenza sana, pacifica, libera e costruttiva per facilitare l’#evoluzione della comunità, delle coscienze, e soddisfare l’ultimo principio cardine, ovvero quello dell’#autorealizzazione individuale, intesa come il processo di riconoscimento e sviluppo del potenziale innato in ognuno di noi, per esprimere il talento e le qualità che amiamo fare e metterle al servizio dell’intera umanità.




REGOLE:

1. La prima regola è riconoscere il #cerchio come un luogo sacro, di condivisione, intimo e sicuro. Onorarlo significa rispettare la persona in tutto il suo essere, (sfera fisica, emotiva, mentale e spirituale), garantendo la privacy di ciò che viene espresso. Tutto ciò che viene condiviso nel cerchio rimane nel cerchio.

2. Il cerchio è uno spazio di #Ascolto dal cuore, lo scopo è comprendere (prendere con sé) “l’altro”. Ciò consente di sviluppare e allenare l’#empatia e la #compassione. Per questo motivo si ascolta senza interrompere chi ha la parola e soprattutto, si ascolta senza giudizio e per cogliere attraverso l’esperienza raccontata l’insegnamento che sta lì pronto per noi e la nostra storia, che sia in riferimento ad eventi passati, presenti o lezioni che ci torneranno utili per situazioni future. Ognuno trarrà il pezzettino di vita che s’incastrerà al suo puzzle e risuonerà alla sua frequenza.

3. Proprio per conseguenza del punto 2, in cerchio si Parla dal cuore, in prima persona e in base alla propria esperienza. Pertanto non vengono offerti consigli, ma solo spaccati del proprio vissuto e del nostro modo di percepire la realtà, ricordando che la verità è relativa.

4. Per garantire l’inclusione, è indispensabile partire dall’#accettazione. Per confrontarsi in modo costruttivo, accettiamo in ogni caso il punto di vista altrui, pur non condividendolo, in modo da partire dall’accoglienza dell’altro e facilitarlo nella comprensione e nell’ammissione di un altro punto di vista, co-esistendo.

5. L’#emozioni tutte, sono un dono. Partendo dal riconoscimento e esprimendo in modo sano l’emozioni, possiamo farci guidare dalla nostra “bussola esistenziale”, e lasciarci fluire .

6. Proprio come l’emozioni, tutte necessarie e viste come dono, anche i pensieri e gli atteggiamenti che compiamo vengono accolti, coltivando allo stesso tempo il #lasciar #andare, come ulteriore mezzo per la crescita. Lasciar andare un’emozione , un atteggiamento , una persona, un’abitudine, una convinzione o una credenza, in modo da rinnovarci ed evolverci, rimanendo curiosi #aperti e #fiduciosi nella #vita.

7. #Errore e #fallimento come migliori amici degli esseri umani. In quanto tali, siamo perfetti nella nostra #imperfezione, pertanto celebriamo e impariamo a celebrare ogni errore, festeggiando, riconoscendo che grazie a questo possiamo riprovare e avvicinarci sempre di più al risultato.

8. #Meditazione e #autoconoscenza, è tra le regole si, ma vuole essere la via da intraprendere attraverso i cerchi di condivisione, per far parte della comunità educante consapevole, in modo da interiorizzare i sopracitati principi e regole.


*metodi #lovefullness: sono metodi sperimentali di educazione consapevole, pacifica e sostenibile fondati sul Manifesto Sociale, proposti all’interno della Comunità Educante Consapevole, e in collaborazione con altri enti, istituti, associazioni e iniziative socio-educative e culturali. I metodi si rivolgono a bambini, adulti, (per favorire la crescita e lo sviluppo di donne e uomini consapevoli), genitori in coppia o separati, educatori, maestri, esperti, professionisti e chiunque abbia a cuore lo sviluppo di un mondo migliore.


"Il compito principale nella vita di un uomo (e di una donna) è quello di dare alla luce se stesso" Erich Fromm

Noi facciamo la nostra parte, noi #coeduco e tu?


Una abbraccio

Ilenia R.

 
 
 

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