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  • Immagine del redattore: ilenia r.
    ilenia r.
  • 18 mar 2020
  • Tempo di lettura: 4 min

Educazione genitoriale: Essere genitori al tempo del #coronavirus diciamolo, non è proprio una passeggiata.


I bambini che generalmente stanno fuori casa dalle 5 alle 8/9 ore, tra scuola compiti palestra e hobby, oggi si trovano a stare in casa h 24, per chi non ha la fortuna di avere un giardino.


Ritrovarsi a casa, tutti insieme a gestire pulizie di casa, i #compiti , #smartworking , pranzo e cena, pare sia la beffa oltre al danno di questo periodo particolare.

Siamo genitori, non siamo dei robot, siamo esseri umani anche noi e abbiamo #paura.

Ma allora come fare a gestire tutto nel migliore dei modi?

Spesso capita di perdere il controllo, di sfogare la rabbia o la frustrazione sui bambini, o sul partner. Che sia il momento dei compiti o il pranzo, o prima di andare a letto, quando si sa siamo tutti ormai cotti, la tempesta è sempre in agguato. Urla insulti o addirittura frasi di cui presto ci pentiamo, è lo scenario che è capitato a tutti almeno una volta (per i più fortunati) in queste lunghe giornate.


"E' come se allo stress solito giornaliero adesso abbiamo aggiunto il carico da 90"

Occorre trovare un rimedio

Intanto bisogna fermarsi un momento e congratularsi con se stessi e il partner, perché essere genitori nel 2020 è una gran bella sfida.

Oggi più che mai ci viene richiesto un grande sforzo, dobbiamo trovare la soluzione negli angoli più remoti del nostro essere, andando a rispolverare doti nascoste, dimenticate o mai emerse, o semplicemente poco allenate. Ci viene chiesta una dose massiccia di #pazienza, un incredibile #autocontrollo e allo stesso tempo #fiducia in enormi quantità, e nessuno dice che è facile dosarli.


"Vivere un momento così è frustrante. L'#ansia si sente e il terrore per i nostri genitori e per i nostri bambini, fanno da sottofondo alle giornate quotidiane."

Ecco di seguito alcuni consigli utili per affrontare al meglio le situazioni più difficili.

E' opportuno comprendere, prima di cominciare, che siamo fatti di energia e che questa vibra ad una certa frequenza in base alle nostre emozioni e si sente. Perciò :


  1. è fondamentale riconoscere cosa proviamo, denominarlo e comunicarlo in modo efficace ai nostri bambini ogni qualvolta ci troviamo a confrontarci con loro. Iniziare una frase con "in questo momento mi sento..(triste, arrabbiata, confusa, agitata, tesa, ecc.)" consente a voi e ai bambini di comprendere intanto lo stato d'animo di partenza;

  2. chiediamo ai nostri bambini come si sentono, più volte al giorno, appena svegli, prima di fare i compiti durante e anche dopo, fino a prima di andare a dormire, attraverso un gioco, un termometro emozionale per esempio, monitorate costantemente la loro vita emotiva, giocando al gioco de "La febbre dei come sto?" , costruite e colorate un termometro insieme e toccate la fronte, il cuore o il pancino in base a dove indicano i bambini, e chiedete Come sto? "Il Maestro e l'allievo, insieme, creano l'insegnamento" (Detto orientale);

  3. alleniamo la pazienza. Si sa, i bambini a volte per noia, altre per paura del giudizio o del fallimento (responsabilità nostra e della società in cui viviamo), all'improvviso esplodono in #capricci, #rabbia o #ira funesta, lacrimoni e #pianti inconsolabili (apparentemente). E lì tocca ancora a noi, allenare il cuore a leggere i bisogni dei bambini, #abbracciarli subito per contenere l'emozione, parlando e prima ascoltando ciò che loro riescono ad esprimere, per accompagnarli nella gestione e risoluzione. Comprendere l'emozione che provano per cogliere l'azione che suggerisce e scoprire insieme diverse possibili soluzioni sarà un ottimo gioco emozionale utile ed efficace. Oltre ad essere uno dei requisiti richiesti nella vita lavorativa, il #problem #solving è una delle abilità della vita stessa, integrarla oggi significa facilitare il processo di crescita in ogni aspetto. Sfida il tuo bambino a "Trova la soluzione", l'idea migliore sceglierà il film da guardare in tv o il gioco da fare dopo i compiti insieme.

  4. a braccetto con ogni emozione bisogna considerare il nostro grado di autocontrollo . Infatti per allenare il famoso self control occorre prima di tutto essere centrati in noi stessi, in modo da riconoscere e successivamente disinnescare le nostre reazioni automatiche agli eventi. Provate a fare il gioco del "Lo Specchio Bizzarro" con i vostri bambini, quando urlano, provate a ripetere i concetti abbassando drasticamente il volume della voce e accompagnateli dolcemente nella calma. Rendiamoci prima noi stessi conto di come ci facciamo gestire dalla piena emotiva dei nostri bambini e andiamo a disinnescare l'automatismo che si crea prendendo il timone della conversazione, ripetendo le parole dell'altro in toni diversi, si finirà in una grassa risata. Provare per credere.

Coltiviamo la nostra più grande alleata

Caro Tony Robbins, mi spiace contraddirti, ma la Madre di tutte le abilità è la fiducia.

E' vero, concordo che è fondamentale che questi "giochini emozionali" siano ripetuti nel tempo affinché possano essere integrati e messi in pratica, ma alla base di tutto occorre avere un atteggiamento di fiducia incrollabile anche in questo periodo, soprattutto adesso, nonostante tutto. Fiducia che #andràtuttobene ma anche che tutto ciò che arriva serve per cogliere un insegnamento, e attraverso la gratitudine verso le piccole cose #diamovaloreallenostrevite .

Per coltivare quest'atteggiamento occorre ricontattare la nostra essenza, osservarci, ascoltarci e senza giudizio accoglierci, dedicandoci a momenti d'introspezione attraverso la meditazione, la mindfulness, e il metodo #lovefullness l'arte e l'espressione del sé.


Noi #coeduco e tu?

Un abbraccio

Ilenia r.


 

 
 
 

Siamo abituati ad avere qualcuno che pensa per noi, che ci induce a cosa credere e ci dice cosa fare, le istituzioni sono pure impreparate e questo ci destabilizza.



"La verità di tutta questa storia é solo una. Nessuno è preparato ad affrontare una cosa che non conosce, ed è per questo che è legittimo avere paura e provare ansia."

Certo è che concentrarci solo sul problema non fa altro che alimentare uno stato psico-emotivo a bassa frequenza. Ansia, paura, frustrazione, angoscia, rabbia, terrore e panico sono le emozioni principali che fanno da sfondo ad ogni tv, ad ogni tg, ed ad ogni post sui social.


Stiamo ponendo l'attenzione nella direzione giusta?

L'energia fluisce dove poniamo l'attenzione.

Nella confusione di non saper cosa fare, uscire o non uscire, aprire l'attività o tenerla chiusa, andare a lavoro o prendere gli ultimi giorni di ferie, proporre iniziative a norme di legge o non proporle proprio, Co.Edu.Co. Comunità Educante Consapevole vuole lanciare una sfida.

Solo 15 giorni, guardando la bellezza del momento in cui è scoraggiata l'aggregazione tra persone, ma non rinunciamo a vivere.


Infatti la sfida comincia da:

  • l'accettazione di stare in isolamento,

  • porre fine alle condivisioni di notizie (di cui spesso non si conosce la veridicità),

  • fermare le lamentele e il panico,

  • Semplicemente ridiamo valore alle cose essenziali. Perciò:

  • scelgo di spegnere la tv ,

  • faccio una bella passeggiata in natura,

  • assorbo le vitamine del sole,

  • respiro aria fresca e pulita,

  • condivido il momento con i miei bambini o il partner,

  • mi prendo cura di me in intimità e solitudine.


La sfida è concentrarci sul positivo, dando valore alla nostra vita, condividendo vita.

Proponiamo di alzare la frequenza mandando messaggi di speranza, di vitalità, e di energia.

Vogliamo avere e trasmettere nuovamente piena fiducia, nel Cosmo, in Madre Terra, nel Dio Creatore, nel potere dell'amore, e nella vita, quella fiducia nel potere che è dentro ognuno di noi.


La chiamata è per le famiglie e quelle persone che non subiscono la realtà, e attraverso una foto, un commento, un pensiero, una storia o una canzone, scelgono di condividere durate il tempo che ci viene chiesto di rimanere in casa (15 giorni), momenti di vita reale, in natura, in famiglia e nelle attività quotidiane, con l'hashtag #diamovaloreallenostrevite .




Curiamo i nostri pensieri guarendo la nostra anima, inondiamo i social di #diamovaloreallenostrevite.


Un abbraccio (a distanza)

ilenia

 
 
 
  • Immagine del redattore: ilenia r.
    ilenia r.
  • 26 feb 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

Le emozioni sono #contagiose, più di un #virus.

La vita è dalla nostra parte, sempre. Tutto ciò che accade ha un motivo ben preciso, che favorisce l'evoluzione della coscienza, singola e collettiva.




Che sia #allarme infondato o #pericolo reale non stiamo a metterlo in dubbio, ognuno ha la possibilità d'informarsi e poi di scegliere consapevolmente a cosa credere.

Ho fiducia che si agisca in quest ordine.

Proviamo solo per un attimo ad applicare alcune regole della #psicologia #positiva, portando l'attenzione sul #virus si, ma da un'altra angolazione, cogliendo anche l'insegnamento che sta dietro questo momento #sociale, il famoso lato #positivo.


"Siamo prima vittime dei nostri pensieri più che degli eventi circostanti. Abbiamo bisogno di vivere con consapevolezza le nostre emozioni per comprendere la realtà senza subirla" I.R.

Si è parlato di #pandemia e di #psicosi sociale, Ma cosa c'è a monte?


La bellezza della paura

La prima cosa su cui scelgo di porre l'attenzione, prima di parlare del #virus, è su di noi.

Si perché per essere lucidi e informarsi, occorre assumersi la responsabilità, scindendo ciò che dipende e cosa non dipende da noi stessi e come gestiamo le #emozioni di fronte ad entrambi i casi.

Già perché queste care amiche, sono risposte automatiche del nostro sentire, che ci guidano se le ascoltiamo e ci fidiamo di loro, ma che vengono condizionate da memorie di eventi passati, e da tutto ciò che ascoltiamo, leggiamo, e recepiamo dall'esterno.

In particolare la #paura nel caso specifico, è quella cara amica, "saggia" e consigliera che ci suggerisce di stare in allerta di fronte un pericolo o presunto tale e ci porta all'azione di fuggire o combattere, in base anche al nostro stato psicofisico.

Il #vaccino esiste. Si chiama #coraggio, perché parte dal cuore. E allora ascoltiamolo questo nostro dono prezioso.


Ecco di seguito l'#antidoto al #coronavirus, e ad altre forme concrete e non, ugualmente #contagiose. ( Oltre alle norme igieniche e di prevenzione già largamente diffuse, s'intende.)


1. Stai nelle emozioni


Osserva senza giudizio, accetta, respira e lascia andare.

Gestire le emozioni che sorgono è importantissimo, ma prima della gestione è fondamentale riconoscerle e accettarle, così come arrivano, senza provare a rifiutarle o allontanarle per quanto spiacevoli possano apparire inizialmente. Si superano le paure solo attraversandole. Respirandoci dentro.


2. Abbi fiducia

Stabilendoti nel cuore, accettando e respirando l'emozione, coltiva la piena e totale fiducia che tutto ciò che accade, serve per la tua evoluzione, e lascia che la Vita, il Cosmo, Madre Terra, il Dio Creatore, l'Amore, o qualsiasi sia l'entità in cui credi, si occupa di te, e lavora per il tuo bene. Abbi fede nell'energia che ti ha creato, e che si adopera per creare anche quando noi non abbiamo occhi per vedere o orecchie per ascoltare.


3. Prova gratitudine

E una volta che hai piantato il semino della fiducia nella vita e nell'amore, volgi lo sguardo su tutto ciò che ti circonda. Il sole e la luna, il mare e la sabbia, gli alberi e le piante, le montagne e il vento, il fuoco e la cenere, tua madre e tuo padre, il sorriso dei tuoi bambini e del tuo partner, i tuoi pelosi che dormono, i tuoi amici, la tua casa, sorridi e prova profonda gratitudine per la bellezza della semplicità e della vita meravigliosa.





4. Contagia il mondo e proteggi le tue creature


E adesso che hai sperimentare la gratitudine, la gioia e la positività di essere fiduciosi, vai a condividere questo stato di piena consapevolezza con le persone che ti circondano. Vai a #contagiare il mondo con il #virus dell'amore, #vaccina , #proteggi e rassicura i tuoi bambini con le giuste parole, nutrili di consapevolezza e sconfiggete insieme tutte le paure.


Ripetere ogni giorno, preferibilmente a mattina o a sera, anche più volte al giorno.

Non ci sono controindicazioni.


Un abbraccio (senza contaminazioni)

Ilenia R.


 
 
 
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